DIO TI AMA

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DIO TI AMA2018-01-19T13:35:15+00:00

Giovanni, dalla massoneria a Gesù

Chiamatemi Cavaliere del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Questa era una delle ambizioni secolari. Ottenere un riconoscimento pubblico, godere dell’elogio e degli sguardi incantati delle persone, frequentare amicizie altolocate; e poter esercitare il potere della persuasione solo con la presenza era per me un esercizio di stile. Collezionare con orgoglio titoli altisonanti da esporre, la mia vocazione principale. Così a 34 anni, nel clou della mia realizzazione professionale di libero professionista, accettai di entrare formalmente in una loggia massonica – tempio delle vanità degli appellativi – e si svolse una formale cerimonia di iniziazione dove giurai fedeltà a quella ‘fratellanza’. Soprattutto, ero orgoglioso dell’etichetta di ‘segreto’ ed esclusivo. Le riunioni si tenevano nei sotterranei di palazzi baresi o romani, oppure nelle ville benestanti di nobili e/o prelati cattolici. Riconoscere un ‘fratello massone’ negli ambienti più o meno formali della nostra società era diventato per me un gioco da ragazzi: mi bastava una parola o un gesto per capire se avevo di fronte ‘uno di noi’.
Una delle pratiche usuali in loggia era la discussione, il confronto intellettuale, e per ogni argomento eravamo in grado di giungere a nuove conclusioni rispetto alla realtà comune.

Ogni adunanza era l’approfondimento di argomenti esoterici come la creazione, il simbolismo, il libero arbitrio e via discorrendo. Una volta avevamo anche deciso di organizzare un convegno sulla figura di Giuda, proponendo però, il suo profilo di martire e non di traditore. La figura di Dio emergeva come quella di un creatore malvagio al quale andava sottratta la centralità dell’azione e sostituita con il possibilismo umano.
Sostanzialmente si arrivava a immaginare l’uomo come Dio.
Col passare degli anni, tuttavia, tanto più era l’esercizio della mente, tanto più mi stavo inaridendo. Usavo le persone solo per i miei scopi; avevo imparato a odiare Dio; amavo l’oscurità e le ombre che ritenevo più forti della luce. Fino a quando un’ombra ha coperto me e sono sprofondato prima nel dolore e poi nel baratro. Ho perso le persone care, poi il lavoro. Sono rimasto solo, ma nascondevo la mia solitudine a me stesso e agli altri.
Mentre negli ambienti massonici ero un duro, un vincente – e avevo raggiunto in modo brillante il 32° grado del rito scozzese antico ed accettato, a un passo dalla vetta, il fatidico 33° grado – nella vita sociale, invece, mi ero ridotto all’ombra di me stesso. Un giano bifronte a rischio suicidio. La vita, per me, dopo tanto dolore e tante delusioni, non aveva più alcun valore.

In loggia era un’escalation, mi mancava la ‘laurea’ e sarei stato un massone doc: dovevo solo preparare la tesi finale, ‘L’inno a Satana’. È stato allora che Dio si è manifestato chiaramente alla mia vita. Non potevo lodare Satana. Pur se la mia vita era andata a rotoli.
Ha mandato un angelo all’inferno a prendermi, lo ha mandato ad amarmi e ad accettarmi nonostante le ferite, lo scompenso affettivo, la precarietà lavorativa, e i problemi sociali. Lo ha mandato per smontare tutte le teorie che mi ero costruito su Dio, sulla creazione, sull’indipendenza dell’uomo e sul bisogno di amore. Un angelo che mi ha mostrato la pazienza e l’accettazione dei limiti. Ho visto Dio attraverso l’amore che Egli aveva messo nel cuore di questa persona (oggi mia moglie), e questo mi sorprese. Ma non riuscivo a staccarmi dalla massoneria e dai peccati, da quello stile di vita peccaminoso nel quale ero.
Fino a quando una notte (soffrivo da anni di insonnia e talvolta non riuscivo a dormire), mi svegliai verso le 2.30 – quando gli inferi si scatenano – e vidi un’ombra nera, di morte, avanzare verso di me con l’intento di soffocarmi. Non riuscivo a muovermi, tentavo di chiedere aiuto ma ero come bloccato. Quell’ombra arrivò fino al collo per strozzarmi quando mi ricordai di un insegnamento biblico e d’impulso dissi, quasi per disperazione ma con autorità: “Nel nome di Gesù vattene!”. E vidi quell’ombra ritrarsi e svanire, come risucchiata. Il giorno dopo mi congedai dalla loggia e cominciai a tagliare tutte le amicizie massoniche. Ci sono voluti tempo e preghiere, soprattutto pazienza, ma ho visto la gloria di Dio, la sua bontà, il mio cambiamento e il coronamento di un nuovo amore. Il mio battesimo è stato il passo iniziale, accettare Cristo nella mia vita; poi è venuta l’ubbidienza, il risanamento delle ferite, la rinuncia a uno stile di vita sbagliato. Poi il Signore mi ha concesso un nuovo matrimonio benedetto da Lui e mi sta restituendo la dignità di libero professionista. Nel nome di Gesù c’è potenza, a Lui sia la gloria.

Alessandra, liberata dalla depressione

Sono Alessandra. Sono nata in una famiglia cristiana e ho accettato Gesù nella mia vita come mio Salvatore già dall’adolescenza. La mia fede è stata provata diverse volte durante la mia vita e l’ultima prova è stata davvero dura! A fine Aprile di quest’anno sono ricaduta nella depressione, era la terza volta. L’ho avuta dopo i parti, non quella tristezza fisiologica che hanno tutte le donne, ma una depressione grave con tentativi di suicidio e non riuscendo a svolgere le normali attività, ho avuto bisogno anche di assistenza. Ma questa volta era diverso: non avevo avuto un altro figlio. E’ successo dopo un trasloco: entrando nella nuova casa mi sono sentita crollare il mondo addosso. Vedevo tutto negativo, pensavo di non farcela a rimettere tutto a posto, vedevo questa casa che andava sistemata e non avevo le forze! Ho iniziato a pensare “io sono un fallimento”, “non ce la posso fare”, “ho sbagliato tutto” e questi pensieri hanno iniziato a lavorarmi. Ho fatto mancare alla mia famiglia tante cose per motivi economici, perché vedevo i soldi mancare e quindi privavo loro anche del necessario. E questo ha iniziato a lavorarmi da dentro e mi dicevo “hai fallito come madre, come moglie, sei un fallimento!!! Non ce la puoi fare: è meglio che muori!”
E ogni giorno mi svegliavo con questi pensieri di morte, che non ce l’avrei fatta, che questa volta era molto più dura delle altre volte. Ho chiesto un giorno di andare in psichiatria. Sono andata al pronto soccorso e ci sono volute 12 ore per entrare in reparto. Dio mi mandava persone che mi dicevano “ma sai dove stai andando?”. Mio figlio mi ha supplicato piangendo di non farlo! Ma io cercavo aiuto nei medici, perché ero arrabbiata con Dio. Mi dicevo: se Dio mi amava, non mi avrebbe fatto venire di nuovo la depressione! Lui sapeva che io non la sopportavo, ne avevo paura, piuttosto avrei preferito avere il cancro, perché almeno hai una malattia da combattere… ma nei pensieri, quando il tuo nemico ce l’hai dentro è difficile! Così ho chiesto di entrare in psichiatria.

Dopo una lunga attesa, sono entrata in reparto. Pensavo di trovare conforto, un aiuto medico, non lo so cosa immaginavo. Quando i miei famigliari sono andati via, ho girato lo sguardo e mi sono vista sola. Quella notte è stata tremenda, perché stavo in camera con un caso disperato! Una donna bipolare, depressa e piena di psicofarmaci fino alla cima dei capelli. Quella notte, quando mi sono svegliata, l’ho vista a terra che dormiva mezza nuda nella sua urina; non ho sopportato di vederla così e l’ho aiutata a rialzarsi e a mettersi a letto. E quella notte, la prima, ho deciso di non prendere nessun farmaco, perché non volevo ridurmi come quella donna. E lì è difficile non prenderli, c’è sorveglianza e li devi ingoiare davanti a loro, ma sono riuscita a non prenderli.  Ho trascorso 12 giorni lì dentro, pensavo di essere all’inferno. Le cose che ho visto lì sono difficili da raccontare e da dimenticare! Per poter uscire ho iniziato a fingere e a dire bugie. Sorridevo e ai colloqui raccontavo che volevo tornare a casa e riprendere la mia vita e che non avevo più pensieri negativi. Così mi hanno dimesso e sono tornata a casa, ma già dal giorno dopo io stavo sempre male! Mio marito era stato istruito dai medici su come trattarmi, non mi ha lasciata mai sola e mi portava sempre con lui, anche al lavoro e dai suoi clienti (lui è rappresentante). Ero diventata la sua ombra. Ero un cadavere che cammina! Continuavo a pensare al suicidio, ai diversi modi per farlo… Il 28 luglio mio marito mi portò con lui, perché doveva lavorare ad una festa di sera e io restai nell’auto. Avevo il suo cellulare e cercavo sempre modi per morire indolori, quella sera avevo trovato un sito dove potevo ritirare dall’estero un anestetico. Ho visto quanto costava, come si usava e in venti minuti ti portava alla morte. Ma mentre facevo queste ricerche mi nasce una domanda… io so chi era… “oggi sono 3 mesi esatti che sei così, quanto altro tempo vuoi restare così!”.

Quella sera non ho potuto prendere il farmaco che prendevo prima di andare a dormire, perché era troppo tardi. Così ho fatto una notte insonne piena di pensieri negativi! Il giorno dopo, era sabato, ho deciso io di non prendere quel farmaco, perché al risveglio la mattina mi faceva sentire stordita. Mia figlia non voleva, perché quella sera lei era con me e aveva paura che facessi qualche sciocchezza. Ma avevo deciso così. Quella notte di nuovo i pensieri negativi, ma nello stesso tempo anche pensieri positivi. Pensavo “la casa l’hai trascurata per tre mesi, non ce la farai mai a recuperare!”, ma poi mi dissi che se ci avevo messo tre mesi a ridurla così, ce ne avrei messo altrettanti per pulirla, ma ce la potevo fare! Pensiero negativo e poi pensiero positivo. Nel mezzo di quella notte ho preso coscienza di chi io ero: la mia identità come figlia di Dio! Ho iniziato a dire: “Io sono figli Tua! Io mi arrendo a Te! Perché da sola non posso farcela, ma Tu mi puoi aiutare! So che Satana è stato sconfitto quel giorno, quando hai dato Tuo figlio a morire per me sulla croce.” La vittoria era già mia e io potevo già prenderla! Quando ho preso coscienza di tutto ciò, Dio mi ha tirato fuori da quell’abisso e mi ha liberata! Dentro di me il mio spirito si è risvegliato e ho iniziato a lodare e a cantare. La mattina mi sono alzata gioiosa: era tutto finito, era finito un incubo! Quando mio marito mi ha guardata, ha capito subito che tutto era finito e mi ha detto: “Io lo sapevo che questo giorno sarebbe arrivato, non ho mai avuto dubbi che Dio ci avrebbe risposto con un miracolo!”. E’ finita! E’ finita!!! E dirò di più, oltre che dalla depressione, il mio Dio mi ha liberata anche dalla mia timidezza! Ora posso raccontare a tutti quello che mi è successo e mi lascio usare da Dio per aiutare altri che stanno attraversando questa terribile esperienza. Dalla depressione se ne può uscire, non certo con i farmaci, aiutano ma non danno la guarigione.

L’unico che può guarire dalla depressione è Dio! Lui ha sconfitto persino la morte, quel giorno alla croce dove ha sconfitto per sempre Satana! La vittoria è nostra nel nome di Gesù!

Maurizia, dalla religione ad una relazione

Sono nata e cresciuta in una famiglia cattolica anche se la mia frequentazione della chiesa non è stata assidua, ma più che altro legata alle cerimonie religiose che tutti conoscono. Mi sentivo in colpa perché non riuscivo, per vari motivi, a praticare la chiesa ogni domenica, anche se spesso vi andavo quando non c’era nessuno e pregavo per conto mio . Pensavo comunque che Dio fosse distante e nemico dell’uomo peccatore. In seguito iniziai a provare ansia e insoddisfazione, provai ad andare di più a messa e a fare la comunione, ma mi sentivo più confusa. Decisi di abbandonare definitivamente la chiesa cattolica ma continuai a pregare per conto mio. Quando mi trasferii da Verbania a Nova Siri, otto anni fa, una rivista a cui ero abbonata mi regalò una Bibbia , che depositai nella mia libreria con altri volumi, ma un giorno sentii la necessità di leggerla.

Iniziai da Genesi e presi coscienza della potenza e della bontà di Dio rivelata nella creazione. Mi appassionai alla lettura e cercai su internet spiegazioni e approfondimenti; mi rendevo conto che i cattolici non insegnano ciò che sta scritto nella Bibbia ma seguono le tradizioni provenienti dal paganesimo. Quindi mi sono avvicinata idealmente alla chiesa cristiana evangelica, sapevo che è presente a Nova Siri ma non conoscevo nessuno dei facenti parte, non sapevo come fare a propormi, pensavo che mi dovesse introdurre qualcuno di loro.
Nel frattempo ero alle prese con problemi familiari che assorbivano tutte le mie energie e mi impedivano di pensare a Dio. Ma Egli mi chiamava con insistenza e io ero sorda… finchè il 9 aprile 2015 ho fatto un passo verso Gesù, il nostro Signore e Salvatore e sono andata alla Chiesa Evangelica dove ho conosciuto il pastore Lorenzo Montanaro, il responsabile Claudio Carlucci e fratelli di “Parola di Vita”. Camminando nella conoscenza della verità sono giunta al battesimo, il 26 settembre 2015.

Dio ti sta chiamando!

Dio ti sta tendendo la mano, sta aspettando pazientemente che tu ti avvicini a Lui per salvarti e fare di te una nuova creatura. Non importa chi sei e quello che hai fatto fino ad oggi, ora che stai leggendo, fermati ed arrenditi al suo amore!

Avvicinatevi a Dio ed Egli si avvicinerà a voi – Giacomo 4:8

Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti; Efesini 2:8-9

Egli ha già compiuto tutto mandando il Suo unigenito figlio Gesù a pagare il prezzo dei nostri peccati. Per la Sua grazia riceviamo pace e riconciliazione con il Padre celeste, ed un giorno, la vita Eterna!

CercaLo e Lui si lascerà trovare da te, se Lo cercherai con tutto il tuo cuore! Inizia a nutrirti attraverso la Parola di Dio ed esponi la tua condizione e necessità in preghiera a Dio; Il Suo amore ti travolgerà e sentirai finalmente di non aver più bisogno di nulla!

Dio ti sta cercando

Non perdere ulteriore tempo, scrivici e pregheremo per te affinchè Dio si manifesti nella tua vita e ti sia di aiuto.

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